Il Governo studia 3 cambiamenti per i voucher

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8 MARZO 2017

[/vc_column_text][vc_single_image image=”6793″ img_size=”medium”][/vc_column][vc_column border_color=”#d8d800″ width=”3/4″ css=”.vc_custom_1488979555812{background-color: #eeee22 !important;}”][mk_content_box heading=”Voucher, cambia tutto. Il Governo studia 3 nuovi percorsi per i buoni lavoro”][vc_column_text]Articolo di Sardegna Oggi

” … 1) Primo, limitarne l’uso alle famiglie e alle imprese che non hanno dipendenti (un esempio su tutti, gli artigiani). Proposta sostenuta anche dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. “Fermo restando che i governi Renzi e Gentiloni non hanno fatto nulla per ampliare e agevolare i voucher”, ha affermato Poletti, “io credo che vadano modificati lasciandoli tendenzialmente per le famiglie, per i piccoli lavori. Le imprese hanno già i contratti di lavoro”.

2) Secondo, ridurre fortemente l’uso dei voucher ma allentare i vincoli del lavoro a chiamata, possibilmente estendendolo a tutte le fasce di età e abolendo il divieto per i lavoratori di età compresa tra i 25 anni e i 50 anni. Abbattere questo vincolo potrebbe infatti essere un compromesso ragionevole che eviterebbe gli abusi dei voucher, visto che si tratta di un contratto di lavoro normale (ma con la caratteristica della precarietà) che avrà quindi costi più alti per le imprese ma anche un migliore impatto sul reddito del lavoratore.

3) Terza opzione, il ritorno alla Legge Biagi come prevede la proposta di legge avanzata nel febbraio 2016 da Cesare Damiano, presidente Pd della commissione Lavoro e Patrizia Maestri, relatrice Pd del testo unificato. Tale proposta prevede l’uso dei voucher per il lavoro occasionale, dunque solo alle famiglie per pagare lavori domestici come giardinaggio e babbysitting, eseguiti da persone senza un’occupazione.

Quanto alle imprese, si dovrà valutare se escluderle del tutto o se lasciare la possibilità a quelle individuali o al massimo con un dipendente. Altre eccezioni: i voucher potranno essere utilizzati in agricoltura esclusivamente per pagare pensionati e studenti e dalla pubblica amministrazione solo per la gestione di manifestazioni caritatevoli o eventi di emergenza.”

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