Ad aprile, durante il lockdown, sono diminuiti i fumatori di sigarette mentre sono aumentati i consumatori di tabacco riscaldato e di sigarette elettroniche.
A Sostenerlo, uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità, realizzato in collaborazione con l’Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri, l’Università Vita-Salute S. Raffaele, l’Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete Oncologica (ISPRO) e la Doxa.
L’analisi, effettuata attraverso la compilazione anonima di un questionario online, si è posta l’obiettivo di misurare l’impatto dell’isolamento forzato sulle abitudini al fumo degli italiani.
E nonostante si siano stimati 630mi1a fumatori in meno (circa 334 mila uomini e 295 mila donne), rispetto al periodo pre-Covid, 18,55% dei consumatori di bionde ha aumentato il numero di sigarette fumate al giorno durante l’isolamento forzato, facendo passare il consumo medio giornaliero da 10,9 a 12,7.
Tabacco riscaldato e sigarette elettroniche, invece, sono andati per la maggiore.
Numeri alla mano: gli utilizzatori di sigarette elettroniche, sia occasionali che abituali i prima del lockdown, sono saliti dall’8,1% della popolazione (18 – 74 anni) al 9,1% con un incremento pari a circa 436.000 persone.
Il 38,9% degli svapatori ha aumentato il numero di puff, il 18% ha ripreso a utilizzarla regolarmente, il 17% da consumatore occasionale è diventato abituale (tutti i giorni), il 13% la utilizzava rararmente ed è diventato un consumatore abituale, il 13% non l’aveva mai provata prima della situazione d’emergenza.
Per quanto riguarda invece i prodotti a tabacco riscaldato, “gli utilizzatori (Occasionali+abituali) prima del lockdown erano il 4,19% degli italiani (18-74 anni), ovvero circa 1.787.600 persone.
Durante il confinamento tale percentuale è salita al 4,4%. Tra gli utilizzatori di prodotti a tabacco riscaldato che hanno peggiorato la loro condizione, il 45% ha iniziato a utilizzarli, il 23,1% era un consumatore occasionale ed è diventato abituale (tutti i giorni), 11 18,6% la utilizzava raramente ed è diventato un consumatore abituale, il 13,4% ha ricominciato a utilizzarli
durante il periodo si legge nella pubblicazione dell’ISS.
Coloro che hanno dichiarato di aver aumentato l’uso di prodotti a tabacco riscaldato durante il lockdown sono soprattutto i giovani (18-34 anni) e gli adulti (35-54 anni), con un livello di istruzione alto, che vivono con bambini (0-14 anni) e che utilizzano occasionalmente o regolarmente la sigaretta elettronica.
La percentuale di chi fa uso di questi prodotti alternativi alle sigarette tradizionali è significativamente più elevata a coloro che hanno dichiarato di avere un consumo di alcol “a rischio”, di usare cannabis o di praticare gioco d’azzardo.

da Giornale del Tabaccaio